Le citta’ di fondazione e i musei di Latina

Durata

3 giorni o più, Tour

Difficoltà

Adatto a tutti

Età minima

Dai 17 in su

Da sapere:

Un itinerario dedicato agli amanti della storia moderna e contemporanea. Le città di Fondazione dell’Agro Pontino sono Latina, all’epoca Littoria, Pontinia, Sabaudia, Aprilia e Pomezia e Colleferro.

Di queste città il nostro itinerario prevede le prime tre. Un architetto sarà “la guida” straordinaria per un approccio architettonico ed urbanistico a questo itinerario.

Il Museo Piana delle Orme, dedicato alla seconda guerra mondiale, con tantissime testimonianze e reperti, nonché un mercatino permanente dove acquistare prodotti e cimeli, completa il programma e il Museo Giannini che custodisce la Fiat 1500 di Benito Mussolini

Latina (già Littoria) è stata la prima città dell’Agro Pontino bonificato, nata nell’incertezza di interpretare il ruolo di borgo rurale di servizio o di una città giardino.Inaugurata nel dicembre 1932, è diventata capoluogo di provincia nel 1934 e nel 1945, per decreto del governo Bonomi muta il proprio nome diventando Latina.

Come in un grande Lego razionalista nasce in pochi anni la città dai marmi bianchi, raccontata perfettamente dall’artista Duilio Cambellotti che dipinse in un trittico, conservato nella sala consiliare del Palazzo della Prefettura, tutte le fasi della fondazione, dalle mandrie di bufale che attraversavano gli acquitrini malsani, fino al brillare del marmo dei palazzi squadrati tipici dell’epoca.

Proprio a lui è intitolato uno dei Musei della città che ha sede nell’Edificio dell’Ex Opera Balilla, il Museo Civico Duilio Cambellotti affacciato sull’odierna Piazza San Marco. Questa sarà la nostra prima tappa. Il museo raccoglie le sculture, i disegni, le ceramiche, i libri, le medaglie fino ai manifesti e alle lettere che documentano il rapporto fra Duilio Cambellotti e il territorio pontino. Nucleo centrale del museo sono i cartoni originali e i bozzetti a tempera, matita e china che raccontano l’iter creativo della Redenzione dellAgro del 1934, realizzato dall’artista per il Palazzo del Governo di Latina, l’odierna Prefettura in Piazza della Libertà.

La passeggiata continua attraverso le piazze ed i palazzi della citta’: Palazzo dell’Opera Nazionale Combattenti, la Piazza del Quadrato, il Palazzo Municipale, il Tribunale, il Palazzo del Governo, il Palazzo della Banca D’Italia in Piazza della Libertà con al centro la Fontana di Marmo a forma di fascio littorio e la Cattedrale di San Marco.

La caratteristica principale della citta’ è lo schema a raggiera della pianta urbanistica disegnata dall’architetto Oriolo Frezzotti. E’ qui che già negli anni 30 si parla di città moderna e si fa storia dell’urbanistica e storia dell’architettura. Oltre a Frezzotti altro personaggio di spicco fu l’architetto futurista Angiolo Mazzoni. Ridisegnò la stazione ferroviaria e realizzò l’Ufficio Postale che ancora oggi, seppur con alcune modifiche, mantiene il blocco originale ed è un piccolo capolavoro razionalista. Il Palazzo M, ora sede della guardia di finanza è un esempio del monumentalismo razionalista. Lo Stadio comunale con i sei alti pilastri per le bandiere anch’esso è opera sua.

Durante la visita della citta’, e’ immancabile la visita al MUG, Museo Giannini dove sono in mostra moltissimi oggetti della collezione dei proprietari appassionati di automobilismo storico e di strumenti e macchine elettriche, che hanno raccolto in questo spazio museale anche una preziosa serie di strumenti ottici con particolare attenzione per il vecchio cinema (obiettivi, macchine da proiezione, macchine fotografiche e manifesti di film del dopoguerra)

Uno degli oggetti di maggior interesse di questo museo è sicuramente l’automobile che Benito Mussolini acquistò dalla Fiat prima della seconda guerra mondiale e a bordo della quale girò spesso l’Agro Pontino in corso di bonifica. Si tratta di una FIAT 1500 cabriolet, esemplare unico realizzato dal grande stilista di carrozzerie automobilistiche Pinin Farina.

Latina (già Littoria) è stata la prima città dell’Agro Pontino bonificato, nata nell’incertezza di interpretare il ruolo di borgo rurale di servizio o di una città giardino.Inaugurata nel dicembre 1932, è diventata capoluogo di provincia nel 1934 e nel 1945, per decreto del governo Bonomi muta il proprio nome diventando Latina.

Come in un grande Lego razionalista nasce in pochi anni la città dai marmi bianchi, raccontata perfettamente dall’artista Duilio Cambellotti che dipinse in un trittico, conservato nella sala consiliare del Palazzo della Prefettura, tutte le fasi della fondazione, dalle mandrie di bufale che attraversavano gli acquitrini malsani, fino al brillare del marmo dei palazzi squadrati tipici dell’epoca.

Proprio a lui è intitolato uno dei Musei della città che ha sede nell’Edificio dell’Ex Opera Balilla, il Museo Civico Duilio Cambellotti affacciato sull’odierna Piazza San Marco. Questa sarà la nostra prima tappa. Il museo raccoglie le sculture, i disegni, le ceramiche, i libri, le medaglie fino ai manifesti e alle lettere che documentano il rapporto fra Duilio Cambellotti e il territorio pontino. Nucleo centrale del museo sono i cartoni originali e i bozzetti a tempera, matita e china che raccontano l’iter creativo della Redenzione dellAgro del 1934, realizzato dall’artista per il Palazzo del Governo di Latina, l’odierna Prefettura in Piazza della Libertà.

La passeggiata continua attraverso le piazze ed i palazzi della citta’: Palazzo dell’Opera Nazionale Combattenti, la Piazza del Quadrato, il Palazzo Municipale, il Tribunale, il Palazzo del Governo, il Palazzo della Banca D’Italia in Piazza della Libertà con al centro la Fontana di Marmo a forma di fascio littorio e la Cattedrale di San Marco.

La caratteristica principale della citta’ è lo schema a raggiera della pianta urbanistica disegnata dall’architetto Oriolo Frezzotti. E’ qui che già negli anni 30 si parla di città moderna e si fa storia dell’urbanistica e storia dell’architettura. Oltre a Frezzotti altro personaggio di spicco fu l’architetto futurista Angiolo Mazzoni. Ridisegnò la stazione ferroviaria e realizzò l’Ufficio Postale che ancora oggi, seppur con alcune modifiche, mantiene il blocco originale ed è un piccolo capolavoro razionalista. Il Palazzo M, ora sede della guardia di finanza è un esempio del monumentalismo razionalista. Lo Stadio comunale con i sei alti pilastri per le bandiere anch’esso è opera sua.

Pomezia èil quinto comune dell’Agro Pontino edificato a conclusione della piu’ grande e complessa opera di bonifica, trasformazione territoriale e colonizzazione compiutasi tra le 2 guerre.

Interessante esempio urbanistico e paesaggistico di “città di fondazione” fascista, è un piccolo concentrato di archeologia, storia d’Italia e paesaggi da scoprire e offre diverse chicche da non perdere.

Il suo Centro Storico èun complesso architettonico progettato e realizzato tra il 1938 e il 1939 da un gruppo di architetti e ingegneri, nomi illustri del Razionalismo Italiano.

La costruzione della Città prese avvio con la realizzazione del “nucleo di rappresentanza”: la Casa Comunale, la Torre-Serbatoio, la Posta, la Chiesa, la Casa del Fascio e la Scuola. Il Centro Storico venne realizzato in 18 mesi, durante i quali furono edificate anche le strutture appartenenti al secondo gruppo: costruzioni, abitazioni e servizi.

Proprio in virtù della sua nascita ex novo, il luogo dal quale partire per un tour di Pomezia non può che essere l’Archivio Storico Comunale – Centro di Documentazione e di Promozione del Territorio, la cui sede è uno degli edifici appartenenti al “Nucleo Edilizio di Fondazione”.

Per apprezzare appieno anche la storia più antica di Pomezia e dintorni, occorre fare tappa al Museo Archeologico Lavinium. Istituito nel 2005, il museo espone reperti e apparati illustrativi multimediali che evidenziano soprattutto la sacralità dell’area in epoca antica, sulla quale sorgevano i grandi santuari di Minerva e delle Tredici Are, quest’ultimo connesso all’Heroon di Enea.

Tante le possibilità su cosa vedere nei dintorni di Pomezia, tra archeologia e natura.

L’itinerario naturalistico include diverse tappe e habitat caratteristici dell’Agro ( Le Dune del Pigneto-Campo Ascolano e del Tumuleto della Palazzina si estendono per circa 50 ettari).

Intorno al territorio di Pomezia sono inoltre presenti 4 Geositi del Lazio: “Argille Plioceniche nella cava di Pratica di Mare”, “Sabbie e Argille Plio-pleistoceniche nella cava Tacconi”, “Colata piroclastica del Rio Torto” e “Duna antica a Campo Iemini”. La cava è unica nel suo genere, in virtù della presenza di un cospicuo giacimento fossilifero.

Altri itinerari naturalistici riguardano la Sughera Monumentale del Giardino Comunale Petrucci, il Bosco della Sughereta e la Foce del Fosso dell’Orfeo con i Casali di Bonifica.

L’itinerario storico-archeologico abbraccia invece i siti di Tor Maggiore, il Cimitero Militare Tedesco, il Borgo di Pratica di Mare, Torvaianica e il Santuario Sol Indiges

Nato dal desiderio del regime fascista di glorificare le idee imperialiste, sarebbe stato ultimato soltanto a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale Questo quartiere alle porte di Roma nasce da un progetto di epoca fascista: nel 1935 Mussolini manifestò infatti la volontà di creare uno spazio monumentale a cielo aperto, che potesse accogliere in maniera adeguata l’Esposizione Universale prevista a Roma per il 1942. Il nome originario, proprio per tal ragione, era E42, poi sostituito dall’attuale acronimo che sta per “Esposizione Universale Roma”. Purtroppo, l’inizio della guerra non permise lo svolgimento del tanto atteso evento. Ciò nonostante il quartiere si sviluppò anno dopo anno, fino a diventare oggi la “City di Roma”. Le costruzioni piu’ rappresentative del quartiere Eur, tipiche manifestazioni dell’architettura fascista, sono: il Palazzo della Civiltà del Lavoro e il Palazzo dei Congressi. Il primo è anche detto Colosseo Quadrato, in quanto i suoi ordini di archi sovrapposti ricordano concettualmente proprio l’Anfiteatro Flavio (Colosseo). Fu costruito su progetto di Guerrini, La Padula e Romano, e si presenta come un blocco squadrato ed imponente, quasi un’architettura metafisica. L’iscrizione che porta in alto, elogia gli italiani: “popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”. Molto suggestiva l’illuminazione del Palazzo alla sera, che crea un’illusione di bidimensionalità. Il Palazzo dei Congressi, sintesi efficace tra il gusto monumentale neo-classico e la raffinata avanguardia razionalista di inizio secolo è invece opera di Adalberto Libera. Oltre al valore architettonico dell’edificio, valgono la visita anche i decori interni, opera di Achille Funi e di Gino Severini. Grazie alla sua posizione strategica e ai suoi spazi ampi e versatili, si distingue come luogo ideale per ogni tipo di evento.

La giornata si conclude con la cena presso il ristorante IMPERO, dove l’atmosfera dell’epoca sembra essere intatta. In pieno centro città e sotto i portici della splendida Piazza della Libertà.

Nato dal desiderio del regime fascista di glorificare le idee imperialiste, sarebbe stato ultimato soltanto a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale

Questo quartiere alle porte di Roma nasce da un progetto di epoca fascista: nel 1935 Mussolini manifestò infatti la volontà di creare uno spazio monumentale a cielo aperto, che potesse accogliere in maniera adeguata l’Esposizione Universale prevista a Roma per il 1942. Il nome originario, proprio per tal ragione, era E42, poi sostituito dall’attuale acronimo che sta per “Esposizione Universale Roma”.

Purtroppo, l’inizio della guerra non permise lo svolgimento del tanto atteso evento. Ciò nonostante il quartiere si sviluppò anno dopo anno, fino a diventare oggi la “City di Roma”.

Le costruzioni piu’ rappresentative del quartiere Eur, tipiche manifestazioni dell’architettura fascista, sono: il Palazzo della Civiltà del Lavoro e il Palazzo dei Congressi.

Il primo è anche detto Colosseo Quadrato, in quanto i suoi ordini di archi sovrapposti ricordano concettualmente proprio l’Anfiteatro Flavio (Colosseo). Fu costruito su progetto di Guerrini, La Padula e Romano, e si presenta come un blocco squadrato ed imponente, quasi un’architettura metafisica.

L’iscrizione che porta in alto, elogia gli italiani:

“popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”.

Molto suggestiva l’illuminazione del Palazzo alla sera, che crea un’illusione di bidimensionalità.

Il Palazzo dei Congressi, sintesi efficace tra il gusto monumentale neo-classico e la raffinata avanguardia razionalista di inizio secolo è invece opera di Adalberto Libera. Oltre al valore architettonico dell’edificio, valgono la visita anche i decori interni, opera di Achille Funi e di Gino Severini. Grazie alla sua posizione strategica e ai suoi spazi ampi e versatili, si distingue come luogo ideale per ogni tipo di evento.

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